Quando il “sì” si svuota
C’è, oggi, un “sì” che continui a dire – con le parole, con la presenza – e in cui potresti chiederti, se è abitato ancora da qualcosa di vivo?
C’è, oggi, un “sì” che continui a dire – con le parole, con la presenza – e in cui potresti chiederti, se è abitato ancora da qualcosa di vivo?
Com’è possibile che le prostitute, i rom, i rifugiati, i mendicanti, gli immigrati ci supereranno nel cammino? Qual è la loro marcia spirituale in più?