Orientarsi nei grovigli della vita

Traccia di preghiera sulla XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Nel groviglio degli oltre 600 comandamenti della legislazione ebraica e delle 1000 sollecitazioni della vita, cos’è veramente importante? È possibile orientarsi nei grovigli della vita?

Indicazioni metodologiche
  • È una traccia di preghiera sulle letture della domenica, in particolare sul Vangelo, ispirata alla tradizione degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola.
  • Presuppone la lettura del Vangelo corrispondente: se omessa, la traccia che segue è priva di senso e si trasformerà in una presa in giro di se stessi.
  • È predisposta in maniera tale da cercare di favorire il tuo coinvolgimento, il tuo apporto, il tuo contributo.
  • Per la durata di questa preghiera, propongo i seguenti criteri:
    • criterio del gusto interiore: farla durare sin quando ci dà gusto, ci coinvolge, ci intriga.
    • criterio quantitativo minimo: non meno di 10 minuti.
    • criterio quantitativo massimo: non più di 60 minuti.
  • Non devi approfondire ogni spunto e domanda della traccia. La raffica di spunti e domande è per aiutarti a trovare il tuo filo conduttore. Soffermati dove ti senti toccato, dove senti coinvolgimento, dove avverti un richiamo. La tua preghiera passa in maniera decisiva dall’attenzione a questi movimenti interiori. Passa ad un altro punto della traccia solo quando hai ben gustato il precedente.
  • Puoi impiegare la traccia con diverse modalità, prestando attenzione al tuo bisogno
    interiore: una sola volta, per più giorni, per una settimana intera.
  • Puoi adoperarla anche insieme ad altri: in tal modo, dopo la fase personale, è poi possibile condividerne i frutti. Alcuni stanno sperimentando la traccia in gruppi.
  • Alla fine della preghiera, prendi qualche appunto scritto (su carta, in un file, ecc.) sull’esperienza spirituale vissuta.
  • Pregando sulla traccia, ti faranno compagnia tante sensazioni in ordine sparso, tipo “Non ci capisco niente!”, “Quante domande…”, “Io sono in cerca di risposte chiare e complete e qui trovo solo domande e tante…”, “La struttura della preghiera è strana”, “Alcuni passaggi risultano macchinosi…”, “Mi restano alcune immagini e non capisco perché”, “Sono affiorati diversi ricordi, belli e meno belli: che senso ha?”
  • Non solo: ti potrà capitare di ritornare in maniera spontanea sulla traccia mentre sei impegnato nelle tue corse o di essere raggiunto ancora da essa.
Sai come si chiama tutto questo?
Preghiera.
La tua.
Sì, starai pregando.
Continua.
Testo del Vangelo…
Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
 


Preghiera preliminare

Chiedere a Dio nostro Signore la grazia che per la durata della preghiera tutte le mie intenzioni, il mio agire e la mia dimensione interiore non si disperdano in mille distrazioni, ma siano dedicate solo all’incontro con Lui: è possibile ed è bello.

Primo passaggio introduttivo

Consiste nel comporre il tema della preghiera. Qui sarà un groviglio, un ginepraio, un vissuto complesso.

Secondo passaggio introduttivo

Consiste nel domandare al Signore quello che voglio e desidero. Qui, in particolare, gli chiedo di riflettere sui diversi modi con cui è possibile vivere gli scenari complessi e aggrovigliati in cui siamo immersi.

Primo punto

Siamo spettatori di un incontro tra Gesù e un uomo. Non conosciamo il retroterra di questo incontro. Scopriamo che l’uomo è un dottore della legge. Ha una formazione rigorosa nella fede perché è appassionato di Dio e gli ha dedicato la vita. Cosa ci suscita una persona che si presenta così?

Formula una domanda a Gesù: “nel ginepraio degli oltre 600 comandamenti della legislazione ebraica, qual è il più importante?” Sì, nel ginepraio delle 1000 sollecitazioni della vita, che cos’è veramente importante? Nella complessità del nostro vissuto, che cos’è importante veramente?

Bene: che ne pensiamo della domanda di quest’uomo? Pone una questione seria? Suscita il nostro interesse? Che idea ci facciamo di lui?

Secondo punto

Gesù apprezza la domanda e, infatti, risponde. Perché non si limita a indicare come il più importante il solo comandamento dell’amare Dio? Gli è stato chiesto di indicare il più importante, non i più importanti. Perché aggiunge anche il comandamento dell’amare il prossimo e di farlo come si ama se stessi?

Ma davvero l’essere umano, cioè noi, possiamo arrivare ad amare così? Forse Gesù ci dice queste cose per spronarci a dare, rispetto a questi due comandamenti praticamente impossibili, comunque il massimo?

O ci sta dicendo che è davvero possibile amare pienamente? Ma se è veramente possibile amare così, perché noi non ci riusciamo? Che cosa ci manca ancora per riuscirci?

Terzo punto

Pian piano scopriamo il retroterra: la domanda del dottore della legge si svela essere una trappola insidiosa. Quell’uomo è in realtà un portavoce dei farisei, un gruppo autorevole di laici appassionati di Dio e del loro Paese. La domanda è stata costruita a tavolino.

Non c’è nessun interesse a capire il comandamento più importante. Quel gruppo ha già le sue idee sul tema. Il vero obiettivo è mettere in difficoltà Gesù e di farlo in nome di Dio.

Che cosa porta a comportarsi così? Conosciamo questa dinamica? Ma soprattutto: perché Gesù accetta di interagire con gente così? Perché Gesù accoglie quell’uomo disonesto, lo ascolta, gli fa sperimentare vita, si appassiona di lui?

È semplicemente un ingenuo o sta vivendo in tempo reale il comandamento dell’amare Dio e il prossimo, anche un disonesto, come se stesso? Ama anche noi così? Questa libertà e questa passione da dove gli vengono fuori?

Colloquio

Conversare amichevolmente con il Signore. In particolare, lo ringrazio perché nei gineprai e nei grovigli della vita è possibile orientarsi e sperimentare vita.

Concludo con un’Ave Maria.

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